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I nostri nomi: Vinum

Birra Alfina

Per festeggiare il nostro primo anno di produzione abbiamo deciso di produrre una birra che rappresenti la nostra attività a 360° e che renda omaggio in modo ancora più forte al nostro territorio, quindi quale stile meglio di quello che è riconosciuto a livello internazionale come l'unico stile Italiano? Abbiamo deciso di produrre una IGA.

Dopo un'attenta ricerca sulla storia e sulla tipologia di produzione abbiamo concluso che l'uva del nostro territorio si presta perfettamente a questo stile, e quindi ci siamo lanciati in questo progetto.

Questa volta la ricerca del nome è stata semplice, perchè volevamo qualcosa di facilmente riconoscibile e in questo caso i nostri antenati e ormai amici Etruschi ci hanno dato una grossa mano quindi.....

VINUM

La produzione del vino e l’enologia all’epoca degli Etruschi

Non sono rimaste testimonianze scritte sui sistemi di vinificazione degli Etruschi, ma si può comunque fare riferimento alle più antiche testimonianze Romane, dal momento che furono gli Etruschi ad insegnare ai Romani come produrre il vino. La parola latina vinum, deriva essa stessa dall’Etrusco e dal latino alle moderne lingue europee (vino, vin, wine, wein, ecc.).

Gli Etruschi e la viticoltura

Sembra che gli Etruschi coltivassero la vite fin dall’età del Bronzo, a partire dal XII sec. a.C. Le prime viti ad essere coltivate erano varietà selvatiche, che gli Etruschi vedevano nell’ambiente naturale e di cui avevano già imparato a raccogliere i frutti. Solo in un secondo momento, il contatto con i popoli del Mediterraneo orientale, soprattutto i Greci, permise loro di importare nuovi attrezzi e  modalità di lavoro, ma anche nuovi vitigni di origine orientale, che vennero coltivati tal quali ma anche incrociati con le varietà locali. I sistemi di allevamento degli Etruschi derivavano da come le viti crescono spontaneamente nei boschi. In natura la vite è un arbusto rampicante, che nei boschi, il suo ambiente naturale, tende a utilizzare un albero portante (tutore) per raggiungere il più possibile la luce, non comportandosi però da parassita, quindi senza interferire con l’albero a cui si aggrappa. Questo tipo di allevamento è detto a vite maritata, con la vite quasi “sposata” all’albero a cui si appoggia. Le viti venivano fatte crescere su pioppi, aceri, olmi, ulivi ed alberi da frutto. La vite maritata è arrivata fino ai nostri giorni nei territori della civiltà Etrusca e furono proprio gli Etruschi a trasmettere  la cultura della vite e del vino ai Romani, grazie al secondo re di Roma, Numa Pompilio, di origine Etrusca.


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